Vita Privata

Maurizio Cignitti: lo scienziato dall’ironia contagiosa

Maurizio Cignitti non era solo uno scienziato di fama internazionale: era anche un uomo dal sorprendente spirito giocoso, capace di coniugare rigore e ironia con naturalezza. Amava creare momenti di leggerezza, raccontando aneddoti e scherzi scientifici che lasciavano il segno tra amici, colleghi e familiari.

Spirito giocoso e burlesco

Maurizio amava raccontare, durante incontri conviviali o cene tra amici, della “uscita” di nuovi farmaci particolari. Non si trattava di sue invenzioni, ma di prodotti esistenti che aveva scoperto per il loro carattere curioso o poetico. Grazie alla sua autorevolezza scientifica e ai ruoli istituzionali che ricopriva, tutti ascoltavano con attenzione e prendevano nota di ogni dettaglio… solo per scoprire, alla fine, che era tutto uno scherzo. Il divertimento più grande per lui era osservare le reazioni: stupore, incredulità, risate, la magia di un piccolo momento di allegria condivisa.

Tra i suoi scherzi più famosi c’erano le cosiddette “medicine poetiche”, parodie di farmaci reali con confezioni e bugiardini inventati ad arte. Raccontava con tono serio l’uscita di questi improbabili prodotti:

  • “La Resurrezione”: una confezione ispirata all’Aspirina, con la scritta “Lirica di sintesi della A. Manzoni S.p.A.”. Il bugiardino recitava: “Raffreddore, malattie da raffreddamento della fede, drammi della spiritualità che si prolungano nell’eternità. Per una terapia sintomatica del peccato, coadiuvante del trionfo del bene”.

  • “S’ì fossi foco arderei ‘l mondo”: confezione e logo ispirati a un noto farmaco, con bugiardino che consigliava: “Gastralgie da cattive letture, quando necessiti aumentare la tolleranza gastrica ai versi irritanti o di difficile digestione”.

Il suo divertimento stava nell’osservare le reazioni di stupore e incredulità degli ospiti, bilanciando la serietà scientifica con la leggerezza dell’ironia.

Umorismo nero

Un altro episodio memorabile racconta della sua ironia fulminante durante un viaggio aereo, in seguito a una forte turbolenza Il comandante avvisò via radio ai passeggeri che ci sarebbero sati forti sussulti ma che non c’era da preoccuparsi. Quando un compagno di viaggio (che non aveva ascoltato bene il messaggio)  chiese cosa avesse detto il comandante, Maurizio rispose con estrema calma: “Hanno detto di stringere il passaporto tra i denti per l’identificazione dei cadaveri”.

Maurizio Cignitti dimostrava che la genialità non si limita ai laboratori. La sua capacità di unire rigore scientifico e leggerezza d’animo creava momenti di allegria e stupore, lasciando un ricordo indelebile in chiunque avesse la fortuna di incontrarlo.

Le “due medicine” usate da Maurizio Cignitti, oggi conservate dalla figlia Beatrice.