BIOGRAFIA

Maurizio Cignitti nacque a Roma il 24 luglio 1930, ultimo di quattro figli di Francesco Cignitti e Francesca Caronti. Le sue famiglie portavano con sé un’antica tradizione: i Caronti e i Cignitti avevano avuto diversi Abati generali dell’ordine benedettino sublacense, mentre lo zio materno Bernardo Caronti dirigeva la banca di Subiaco. Il padre gestiva un piccolo negozio di materiale elettrico all’angolo tra Corso Trieste e via Nomentana, immerso tra clienti, fili elettrici e il profumo del pane fresco proveniente dai vecchi negozi di alimentari vicini.

Cresciuto in una casa di Viale Regina Margherita, Maurizio apprese presto il valore del lavoro e della responsabilità. Le sorelle maggiori – Luciana, tragicamente scomparsa da bambina, Gabriella e Matilde – furono le prime compagne di giochi e confidenze. Durante l’adolescenza, visse la paura della Seconda Guerra Mondiale, compreso il vicino bombardamento dello scalo di San Lorenzo, esperienze che lasciarono cicatrici invisibili ma profonde e temprarono il suo carattere.

La sua curiosità per le materie scientifiche lo guidò verso la laurea in Chimica presso l’Università “La Sapienza”, dopo il liceo classico Giulio Cesare. Fu in quegli anni, frequentando la parrocchia di San Ippolito, che conobbe Grazia Aquilino. Tra loro nacque subito un legame profondo, fatto di complicità e sostegno reciproco. Si sposarono il 27 dicembre 1957.

Dal matrimonio, nel 1959,  nacque a Roma la prima figlia, Claudia. Nel 1962 Maurizio si trasferì con la famiglia negli Stati Uniti, dove rimase per due anni tra Davis, in California, e Chicago, presso l’Illinois Institute of Technology, per portare avanti le sue ricerche in chimica teorica e fisica. Al ritorno a Roma nacque la seconda figlia, Beatrice.

Al ritorno in Italia, Maurizio combinò insegnamento e ricerca. Docente di Chimica Generale e Inorganica presso la Facoltà di Medicina della Sapienza, formò generazioni di futuri medici che ancora ricordano il suo metodo chiaro e appassionato. Solo negli ultimi anni si dedicò esclusivamente all’Istituto Superiore di Sanità e agli incarichi di ricerca, diventando direttore del Laboratorio di Chimica del Farmaco e vice presidente della Commissione Farmacopea Ufficiale.

Fu nominato rappresentante dell’Italia nelle lunghe trattative mondiali per risolvere il problema del buco dell’ozono. I suoi viaggi internazionali furono principalmente dedicati a trattative e conferenze. Non si trattava solo di convincere i paesi industrializzati a ridurre le emissioni di CFC, ma anche i paesi in via di sviluppo, desiderosi di inquinare quanto i paesi ricchi. Maurizio dimostrò rara capacità diplomatica, mediando interessi contrapposti e costruendo soluzioni condivise.

La ricerca scientifica fu sempre la sua passione: studiò modelli molecolari di interazione farmaco-sito attivo, la struttura elettronica di composti eterociclici d’interesse biologico e i fenomeni elettrocinetici nei tessuti rigidi. Partecipò anche a controlli chimici su farmaci e presidi medico-chirurgici e a commissioni sanitarie e ambientali di rilievo internazionale.

Dopo il pensionamento, il ministro della Salute Rosy Bindi lo confermò per la Commissione Unica del Farmaco e per la stesura della Farmacopea Europea. Ricevette inoltre la nomina a professore emerito dal ministro dell’Università, un riconoscimento speciale riservato a pochissimi, accolto da lui con il suo tipico sorriso e una discreta risata.

Maurizio era anche un uomo dal sorprendente spirito giocoso. Amava raccontare aneddoti scientifici durante incontri conviviali, come le “uscite” di farmaci poetici o curiosi, osservando divertito le reazioni di stupore e incredulità dei presenti. Il suo divertimento stava nel creare momenti di leggerezza, bilanciando rigore scientifico e ironia (per ulteriori aneddoti si veda la sezione Vita privata).

Nonostante gli impegni professionali, fu un nonno affettuoso e amorevole, particolarmente legato all’unica nipote,  Agnese, figlia di Beatrice, oggi studentessa universitaria, che rappresentava per lui una fonte di gioia e orgoglio.

Maurizio Cignitti visse una vita piena e significativa: tra laboratori, aule universitarie e conferenze internazionali, tra viaggi e progetti scientifici, lasciò una traccia indelebile nella scienza, nella formazione di medici e ricercatori, e nel cuore di chi ebbe la fortuna di conoscerlo.